PENTECOSTE
La nuova nascita nello Spirito
La solennità di Pentecoste riceve in ambito cristiano un nuovo significato che, tuttavia, è in continuità con la festa ebraica: è la fine della gestazione e la nascita di ciò che era atteso, una fine ed un inizio che si congiungono. Non si tratta solo del compimento di una promessa ma dell’instaurarsi di un tempo nuovo di cui lo Spirito è il segno più eloquente, con una presenza che ora diventa pervasiva. La potenza di Dio si manifesta su ogni creatura, come ci ricorda il salmo, ma è negli uomini che gli rendono testimonianza che raggiunge il suo apice.
Dal vangelo di Giovanni, 14
“In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Chi non mi ama, non osserva le mie parole, e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.»”
Parte di questo vangelo è in comune con quello che abbiamo affrontato due domeniche addietro perciò qui ci soffermiamo soltanto su ciò che riguarda il dono dello Spirito, grande protagonista di questa solennità. Non possiamo tuttavia fare a meno di notare che questo dono è la conseguenza di una relazione salda tra noi e il Padre, una relazione che si fonda sull’amore. Nelle battute iniziali del Vangelo di Giovanni l’enfasi era stata sull’amore che Dio ha per noi, fino al punto di mandare il suo Figlio per la nostra salvezza. Ora invece l’attenzione pare spostarsi sulla risposta umana all’amore divino, poiché il rimanere nella parola di Gesù rende liberi e la libertà rende efficace il dono dello Spirito. Lo Spirito viene presentato qui come ciò che Gesù chiede e ottiene dal Padre a vantaggio dei discepoli come presenza che lo rimpiazzerà presso di loro. Questa continuità è resa evidente dall’espressione «un altro Paraclito», dove non c’è dubbio che il primo fosse Gesù stesso, come esplicita peraltro il testo di 1 Gv 2,1 «abbiamo un Paraclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto». La difficoltà di tradurre questo termine sono ben note, come appare nelle traduzioni moderne che oscillano tra consigliere, confortatore, aiutante.
N.B. Oggi dopo la lettura del Vangelo si spegnerà il cero pasquale che non sarà più, quindi, ad illuminare l’altare della celebrazione perché il cero vuole indicare la notte di Pasqua che Gesù è risorto mentre durante l’anno vuole ricordare la nostra fede, ricevuta nel battesimo. Il cero acceso viene messo di nuovo al centro nel momento della prima comunione, quando salutiamo per l’ultima volta i nostri cari defunti e resta per noi un grande segno della nostra fede vissuta.
MADONNA DEL PERO
Perché questo nome? Nella chiesa di Malborghetto la Madonna ha su un piattino davanti a sé una mela e con il nome di Madonna del Pero andiamo a completare quei due frutti che per noi sono il riferimento base, mele e pere. Questo da una lato ci fa ricordare che siamo ospiti ben accolti a Malborghetto e contemporaneamente siamo capaci di celebrare questo incontro all’inizio dell’estate come attività centrale dell’anno della nostra casa ai monti. Noi dobbiamo celebrare all’inizio dell’estate questa ricorrenza importante per ringraziare il Signore del dono di questa casa e invocare la Madonna che ci benedica in questo inizio delle attività a favore dei ragazzi e delle famiglie che si succederanno nel corso delle settimane.
Per quanto riguarda la festa di oggi:
- cercheremo di vivere il momento di grande vicinanza preziosa con grande gioia,
- il pranzo ci vedrà dividere tutti insieme il cibo preparato dall’equipe di Stelio
- giocheremo alla lotteria cercando di guadagnare qualcosa di piacevole e gioioso e, contemporaneamente, di recuperare qualche soldo per le necessità della casa che non vive momenti fertilissimi, non essendo nemmeno coperte tutte le settimane. Cercheremo comunque di mantenere la casa come centralità di formazione dei ragazzi e delle famiglie, nonostante le continue richieste di vendita dell’immobile per scopi imprenditoriali
ADDIO A GIOVANNI CULOT
È morto a 94 anni Giovanni Culot, storico presidente della cooperativa Ite, dopo una vita spesa con impegno e passione nel lavoro e nell’associazionismo. Goriziano e sanroccaro doc, era nato il 24 settembre 1930, iniziando a lavorare giovanissimo. A metà degli anni Cinquanta iniziò quella che sarebbe diventata la strada della sua vita, entrando nella neonata cooperativa Ite (Impianti Telefonici Elettrici), diventandone presidente poco dopo e collaborando con realtà regionali e nazionali. Era una persona gioviale, generosa, disponibile, pronta al dialogo e alla battuta sia con il dirigente che con l’operaio. Aveva però anche altre passioni, su tutte il canto. Dotato di una gran bella voce, amava dilettarsi sia nelle canzoni di osteria che nelle occasioni solenni, componente, e per vent’anni vicepresidente, della Corale Seghizzi.
Lo saluteremo per l’ultima volta nella Chiesa di San Rocco lunedì 9 giugno alle ore 11.00
CONCORSO “Giardini-Balconi fioriti-Orti 2025”
Le associazioni Centro Tradizioni, Turistično Društvo di Nova Gorica, con la collaborazione degli Amici del Giardino Viatori e di Animalie invitano alla
PASSEGGIATA ALLA SCOPERTA DEL PARCO DI VILLA LASCIAC
giovedì 12 giugno alle ore 17.30
Incontro al valico del Rafut- Gorizia/Nova Gorica. Guida la dott.ssa Anja Sedevčič.
Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria: centrotradizionisrocco@gmail.con
“EUROPA, CULTURE IN DIALOGO”
superare i confini per essere Capitale di una Cultura Europea
Martedì 10 giugno alle ore 18.30 si terrà al Kulturni center Bratuz di viale XX settembre il primo incontro per riflettere sul valore di avere una Cultura europea ad unire le persone ed eliminare i confini. A parlarcene sarà Paolo Mieli, giornalista, saggista e volto storico della televisione italiana. Il programma completo è proposto dall’Arcidiocesi di Gorizia con il fondamentale apporto del nostro gruppo de I Visionari. Siete tutti invitati ed attesi, sarebbe peccato farsi sfuggire quest’occasione. Non mancate.
“ALL’OMBRA DEL CAMPANILE”
Edizione Capitale della Cultura Europea
Dopo l’esperienza dello scorso anno la parrocchia ed il Centro Tradizioni hanno deciso di riproporre 4 appuntamenti serali per vivere in modo formativo lo spazio della piazza S. Rocco. Le date saranno: giovedì 26 giugno, venerdì 4 luglio, giovedì 10 luglio e mercoledì 16 luglio, con inizio alle 20.45. Segnatevi intanto questi giorni sul calendario e prossimamente vi daremo maggiori informazioni.