Domenica 9 agosto 2026

XIX del Tempo Ordinario

Prepariamoci a vivere la

Festa di San Rocco

Regolare come il tempo che passa e ritorna, l’alternanza delle stagioni, il sorgere del sole e della luna, anche la festa di San Rocco arriva puntualmente ed il calendario la fissa nel 16 agosto.

E noi tutti ci ritroveremo insieme per celebrare e pregare il santo a cui è dedicata la nostra parrocchia.

Ma cosa hanno visto i nostri avi nella persona di Rocco di Montpellier?

Lui, partito per andare a Roma in pellegrinaggio, alla ricerca di un incontro, nella capitale della cristianità, con Dio.

La peste iniziava già ad apparire in quel tempo e lui la incontra nel suo lungo cammino. Si ammala, si ferma. Si allontana dalle altre persone per non contagiarle e solo un semplice cane lo assiste in quel periodo portandogli qualcosa da mangiare. L’acqua la raccoglie con la conchiglia del pellegrino. Il manto lo protegge dalle intemperie.

La peste è brutta, micidiale ma mette le persone di fronte a loro stesse, alla loro precarietà della vita. Ma non solo.

Per Rocco l’incontro con la malattia è anche l’incontro con il Dio che stava cercando. Lo trova nella sofferenza prima sua e poi delle persone che aiuta, facendo la sua parte e provando ad alleviare il peso della sofferenza umana. Dal prendere atto di questa dura realtà inizierà il suo percorso non per Roma ma per la santificazione incontrando Dio in ciascun fratello e sorella che incontrerà.

Senz’altro i nostri vecchi, oltre 5 secoli fa, scelsero lui per essere tutelati e protetti dalla brutalità della peste perché la nostra zona, in particolare la vicina città di Venezia cresciuta con la ricchezza d creata dai commerci con le parti più lontane del mondo ma anche esposta più volte ai contagi ed alla peste, era da sempre luogo di passaggio e di contatto tra popolazioni diverse.

Bene, quando scelgono San Rocco come protettore, han pensato che mettevano il piccolo borgo rurale periferico ed esterno alla città di Gorizia di allora nelle mani di questo santo così grande che certamente nella sua grandezza avrebbe conservato i suoi abitanti con amore e con la sua “presenza” vigile ed intensa.

A San Rocco è stato chiesto di mantenere questa promessa di protezione dalle malattie quasi ci avesse dato la sua parola. Ma senz’altro i nostri predecessori si sono fidati di lui tanto che nella nostra zona non si ebbe mai un grosso dilagare della malattia.

In cambio, i documenti lo confermano, ogni anno, dal 1500 non si è mai mancato di festeggiarlo.

Oggi noi, con un certo orgoglio, questa nostra fedeltà la diciamo e la pubblicizziamo anche sui manifesti della nostra Sagra.

Ma oggi, per noi uomini e donne del 2026, cosa significa celebrare la festa patronale? E se tornasse San Rocco a chiederci come stiamo vivendo questa sua protezione, cosa potremo rispondere?

Come tantissime persone di questo tempo saremo in difficoltà a dare una risposta immediata ma potremo senz’altro digli che siamo portatori di questa fiducia reciproca e che lo continuiamo ad invocare ancora a protezione delle pesti del nostro tempo. E sono tante.

Dalla pandemia del 2020 la presenza si è assottigliata ma cerchiamo sempre di fare la nostra parte con il nostro convinto, forse cocciuto, impegno.

Ancora oggi la partecipazione di ciascuno di voi alla vita di rapporti sociali, comunitari, culturali viene vissuta con grande consapevolezza. Il nostro ambiente tante volte viene visto con diffidenza ma anche con molta ammirazione da diverse altre parti della città ancora per la ricchezza delle nostre proposte. Ed attraverso queste iniziative tentiamo di far emergere la nostra fedeltà a Dio, alla sua storia di salvezza, e di resurrezione. Una storia di vita che noi pratichiamo ogni anno rinnovandola.

In questa occasione del 16 di agosto, questo insegnamento lo dobbiamo dire anche ai ragazzi, insegnando loro a vivere una consapevolezza più convinta, più seria, riguardo alla propria partecipazione all’attività così viva.

Ed il nostro esempio di vivere fra noi rapporti schietti ma rispettosi, la nostra partecipazione alle attività comunitarie, l’incontrarsi, il condividere, il vivere ed accettare le responsabilità della vita comunitaria in un mondo sempre più guidato unicamente dalla materialità ed il ritorno economico personale, la nostra capacità di coinvolgere anche altri in quello che stiamo portando avanti come parrocchia, sia d’esempio a chi ci frequenta nella vita di ogni giorno ma che oramai si sente distante dalla comunità.

Questo sia l’impegno che rinnoviamo anche quest’anno.

E così potremo dire a San Rocco che continuiamo ad essere fedeli al suo insegnamento e capaci quindi di portarlo nella vita di ogni giorno.

Giovedì di preparazione della festa.

Giovedì pomeriggio, con chi può, ci ritroviamo tutti alle ore 16.00 in chiesa per prepararla per la festa.

Inizieremo con il prendere un caffè tutti insieme e poi ci dedicheremo a pulirla e sistemarla in modo tale da presentarla nel migliore dei modi. Per questo non ci sarà la messa del giovedì.

Sabato 15 agosto:

festa dell’Assunzione.

Sarà celebrata unicamente la messe delle ore 10.30 e sarà dedicata alla Madonna Assunta a cui diremo il nostro bisogno di aiuto per noi, i nostri cari e la nostra comunità cristiana. Alla sera inoltre, tra le ore 20 e le 20.30, il nostro gruppo di giovani ci riproporrà l’antica tradizione del concerto delle campane ad annunciare la vigilia del giorno del nostro Santo protettore.

Domenica 16 agosto

Festa di San Rocco

Ore 10.30:  Messa solenne di San Rocco presieduta da nuovo Arcivescovo di Gorizia Giampaolo Dianin. Sarà accompagnato dal gruppo dei nostri chiericchetti, per il servizio all’altare, e dalla corale Santa Lucia.

Ore 11.30: Proclamazione del Premio Mattone su Mattone 2026 – quarantesima edizione e consegna della targa.

A seguire: rinfresco offerto a tutti dal Centro Tradizioni nel cortile della casa canonica. Tutti siete ugualmente invitati ed attesi.

Se fosse possibile, estendete questo invito alla condivisione del pane ù anche degli amici di altre forme religiose, pur nel rispetto dei loro precetti. Ci farebbe veramente tanto piacere far capire che tutti sono ugualmente accolti ed attesi.

Ore 13.00: in Sala Incontro si terrà il pranzo del Premio Mattone. Qui ci sarà il Vescovo, diversi preti, i nostri seminaristi e gli invitati e familiari del premiato stesso. Questo momento sarà preparato dalle mani esperte di Stelio e servito dai nostri ragazzi. A loro fin d’ora il nostro ringraziamento per l’impegno.

Premio “Mattone su Mattone” 2026

Il premio è giunto quest’anno alla sua quarantesima edizione.

Viene dato ad una persona o a una famiglia del borgo, per dire la riconoscenza della parrocchia nei suoi confronti per l’impegno che dedica nel far” vivere” la nostra comunità.Quest’anno il premiato sarà Maurino Meden ed alla sua famiglia. Sarà consegnato al termine della Messa solenne di San Rocco e, in quel momento, leggeremo la motivazione ufficiale. Già da ora però vogliamo dirgli grazie per il tempo e lo spazio che dedica a risolvere le tante necessità tecniche e burocratiche che sempre più gravano sulla parrocchia e, dalle quali non si tira mai indietro.  Sarà bellissimo celebrare assieme a lui ed ai suoi famigliari.

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