1 domenica di AVVENTO

«Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». (Mt 24)

L’invito a «vegliare» mostra che questa esortazione di Gesù non ha l’obiettivo di suscitare paura di fronte al giudizio di Dio, quanto di costituire un forte appello alla coscienza personale, perché abbandoni un atteggiamento idolatrico rispetto al mantenimento delle proprie zone di conforto materiali, psicologiche e morali e si apra a una comprensione più profonda della realtà, che scaturisce dalla fede.

INIZIA L’AVVENTO…

…uno dei tanti avventi che abbiamo celebrato insieme, soprattutto se avete qualche anno in più. Siamo qui davanti al Signore per cercare di ricominciare un percorso di ascolto che è tipico di questo periodo: riuscire ad ascoltare quello che ci viene comunicato dalla rievocazione di una data è, in realtà, poi un ripensare alla nostra salvezza e riconciliazione, incontrando un Dio che salva, che si spende per noi, perché l’ascoltiamo sia nelle sue Parole che nei suoi gesti e nel suo donarsi. Come sempre troveremo delle difficoltà nel seguire gli insegnamenti dell’Avvento, perché noi siamo chiamati a rendere concreto il messaggio attraverso una risposta adeguata, per quanto possibile, a quello che ci viene detto, e cioè con una vita degna ad un annuncio che è salvifico in senso totale e sconvolge le nostre esistenze se ci mettiamo il cuore, altrimenti ci scivolerà addosso come una delle tante celebrazioni dell’anno e noi resteremo inerti. Questo è il nostro Avvento e in queste quattro domeniche che noi celebreremo, dobbiamo tentare di riflettere passo dopo passo su quello che è in nostro cammino da compiere.

1° domenica: come prima tappa partiremo dalla lettura del Vangelo riprendendolo in mano durante la settimana.

Nell’esprimere la carità nel nostro vivere, cerchiamo di avvicinare una famiglia di immigrati per parlare delle nostre feste, che esprimono la vicinanza di Dio a noi, attraverso uno dei profeti che, ciascuno nella propri religione, incontra e sono motivo di spinta verso una vita migliore, più buona: essere capaci di avvicinare con il cuore aperto per allacciare rapporti di amicizia e di dialogo.

Sul piano del momento della preghiera, almeno la sera del giovedì, apriremo l’incontro di preghiera della messa delle 17.30 pregando insieme i vespri di quella giornata.

CI HANNO LASCIATO

Abbiamo salutato questa settimana Marina Cerne e Luciano Salateo, due buone persone del borgo, che hanno cercato di essere fedeli nell’impegno della pratica religiosa e specialmente hanno cercato di vivere una vita che non tormentava nessuno, che faceva tutto il bene possibile per essere d’aiuto. Marina è stata una figura significativa per il suo interesse sociale, politico, storico e Luciano è stato una persona seria nel suo lavoro in ospedale e una persona molto attenta nei confronti della famiglia e dei nipoti. Sono due storie significative che noi vogliamo mettere in evidenza ed è molto strano che non ci si ritrovi più a ricordare il bene fatto dei nostri defunti, non perché non ci sia niente da indicare ma perché purtroppo la comunicazione tra di noi ormai è ridotta se non interrotta.

Ricordiamo di Marina l’attività sul piano culturale, l’attenzione all’Isonzo che amava e ai cieli che solcava con l’aliante che ha svolto fino a tarda età.

La commemoriamo con due suoi scritti:

  • vorrei essere una medusa che il mare deposita sulla spiaggia e il sole dissolve nel suo caldo abbraccio
  • A cosa sto pensando? Alla difficoltà dei rapporti umani, nell’era delle faccine sorridenti e dei “mi piace” che lasciano il tempo che trovano mentre un immenso patrimonio di idee, esperienze, sentimenti non trovano riscontro in un dialogo tra generazioni, ciascuna rinserrata nei propri problemi, ricchezza gettata al vento….e nel nostro inguaribile ottimismo confidiamo che il vento porti qualche seme in una terra fruttuosa. (2018)

Emergenza freddo

Continua il servizio per l’emergenza freddo con l’apertura di Casa S. Francesco per la notte e con l’offerta di qualcosa di caldo per la cena. Questa settimana ci sono stati 60-70 ospiti a cena e nel dormitorio. Se ci sono volontari sufficienti vorremmo poter offrire la possibilità di fare la doccia. Gli ospiti sono prevalentemente richiedenti asilo in attesa di entrare nei percorsi di accoglienza provenienti da Pakistan, Afghanistan e Nepal, ma sono presenti anche altre nazionalità e anche italiani. La Caritas e le parrocchie si occupano di tutti con equità e cercano di garantire umanità per tutti.

Chi è disponibile a collaborare scriva a cattedrale@arcidiocesi.gorizia.it. Potete portare a S. Anna e in Duomo legumi (piselli, lenticchie, fagioli, ceci), riso, pane confezionato a lunga scadenza, dolci facili da porzionare, frutta secca, asciugamani. Si può collaborare anche con le offerte in denaro consegnando ai volontari o con bonifico a Parrocchia dei Ss. Ilario e Taziano IT19J0306912499100000005474.

Scuola di teologia

Mercoledì 3dicembre proseguono gli incontri della scuola di teologia, a cura di don Santi Grasso, presso la sala Incontro di San Rocco alle 20.30. Il tema sarà “Metamorfosi“, si affronterà il tema del cambiamento o trasformazione attestato fin dall’antichità sia tra gli autori greci e latini sia nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Questo aspetto dell’umano è di grande attualità sia per la nostra società in grande cambiamento che nella Chiesa.

“GORIZIA CITTÀ DI PACE AL CENTRO DELL’EUROPA”

Martedì 2 dicembre alle ore 18.00 al Kulturni Center “Bratuž” di Gorizia, verrà presentata la pubblicazione dell’arcivescovo Carlo “Gorizia città di pace al centro dell’Europa”. Mons. Redaelli dialogherà con Paolo Lambruschi ed Erika Jazbar

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