Dedicazione della Basilica Lateranense

Oggi la Chiesa inserisce nel contesto delle domeniche questa festa che, per calendario, viene fissata proprio il 9 novembre. Dobbiamo riflettere su questo fatto che Gesù ci presenta in una capacità di profezia. A Gerusalemme, in occasione della festa giudaica di Pasqua Gesù compie un gesto eclatante. Entrato nel tempio, egli vede che il cosiddetto “atrio dei gentili”, lo spazio riservato ai non-ebrei, è stato trasformato in un luogo di vendita degli animali per i sacrifici: un luogo che Dio aveva voluto come “casa di preghiera per tutte le genti” è diventato ormai nient’altro che un luogo di mercato…Ecco allora che lo zelo di Gesù per Dio suo Padre e per la sua dimora si desta con forza: “Fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore ed i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi”. Il gesto e le parole di Gesù manifestano l’esistenza di un tempio nuovo, non più fatto di pietre ma costituito dal corpo di Gesù stesso: il corpo del Cristo morto e risorto che è il luogo di incontro, alleanza e comunione tra Dio e tutti gli uomini. Anche noi oggi possiamo, in qualche modo, riproporre la nostra chiesa come centro di questa riflessione che il Signore ci chiede, quasi una dedicazione particolare della nostra chiesa che ritorna ad essere, come Gesù ha voluto, tempio del suo corpo e della sua realtà, essere una cosa che noi ritroviamo ogni domenica ma che ogni tanto, come in questo caso, sarebbe bene tornare a sottolineare: noi veniamo in chiesa non perché è una chiesa nuova ma perché Gesù è la chiesa nuova. E in questa realtà di Gesù morto e risorto, noi troviamo la forza per risorgere, rinascere a vivere una vita cristiana vera.

CONSIGLIO PASTORALE

giovedì 13 novembre ore 18.00

Dopo la celebrazione della Messa ci ritroviamo per pensare insieme:

  1. cosa ci dice la Parola
  2. programma per il periodo di Avvento impostato su

– preghiera

– azione

– sacrificio

svolgiamo il lavoro sull’Avvento su queste tre parole di riferimento che ci chiedono poi di concretizzarle nella realtà di ogni giorno. Il programma della preghiera viene fuori dalla proposta settimanale di momenti di incontro nella messa; per quanto riguarda l’azione, ogni giorno siamo chiamati a spendere la nostra fede nella realtà concreta, nel rapporto con gli altri che va vissuto con la sensibilità del credente, che ogni incontro è un dono per sé e per l’altro. Rispetto al sacrificio, bisogna cercare di preparare settimanalmente il programma della carità vissuta, come ad esempio la celebrazione di una messa senza la cena, l’occasione di offrire un’ora del tempo per andare a trovare un ammalato, i carcerati, fare un gesto che ci strappa dalla comodità di ogni giorno. Cercheremo di trovare la forma migliore per esprimerci nella carità per dare a questo periodo dell’Avvento il tono di attesa, una formulazione di programmi nuovi per una vita migliore.

TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE e in questo TUTTI è compreso ognuno di noi, con un nome preciso, persone vere. Purtroppo troppe volte questi inviti cadono nel vuoto perché nessuno si sente chiamato in causa, invece l’invito è rivolto ad ogni singolo parrocchiano, che può anche dire un no consapevole, ma non deve ignorare o essere indifferente.

LA MESSA DEL GIOVEDÌ

Continua in casa parrocchiale la celebrazione della messa del giovedì alle 17.30. È la possibilità di ricordare i propri cari in un ambiente più raccolto, più familiare, più sentito, come è stato questa settimana con la partecipazione di una trentina di persone. È un momento molto bello in cui si recupera una dimensione comunitaria.

NOTIZIE DA GAZA

Abbiamo ricevuto da padre Gabriel Romanelli, della parrocchia della Sacra Famiglia una lettera

“Carissimi Mons. Ruggero e Ferruccio

Innanzitutto scusatemi tantissimo per il mio enorme ritardo nel rispondervi, purtroppo non riesco tante volte con tutte le faccende della missione e, purtroppo pure, per rispondere alle lettere il più delle volte non posso usare il mio ufficio, dove si trova il computer, giacché è diventato luogo di rifugio di una famiglia. Scusatemi davvero. Grazie di cuore Padre per quello che hai voluto fare per le persone sofferenti di Gaza. Dio e la Madonna Santissima ti ripaghino. Ancora grazie mille di tutto.

p. Gabriele”

IL CENTRO TRADIZIONI INVITA…

al primo di tre momenti molto importanti per l’associazione, in preparazione alla festa del Ringraziamento 2025:

mercoledì 12 novembre alle ore 17.30 in Sala Incontro si terrà la presentazione ufficiale della rivista “Borc San Roc” n. 37, diretta da Vanni Feresin. Interverrà il prof. Matej Šekli, docente universitario. Nella stessa occasione verrà presentato anche il “Lunari pal 2025” dedicato alla 50ma rassegna di arte campanaria “Gara dai scampanotadors”. Si potrà procedere anche al rinnovo del tesseramento (15 €) e al ritiro delle pubblicazioni, anche degli anni precedenti. Vi aspettiamo numerosi

GRAZIE ALLE CATECHISTE

Sono molto seguiti tre gruppi di giovani che vengono chiamati alla catechesi, in particolare i più piccoli con Cristina, il gruppo dei ragazzi che hanno fatto la prima comunione a maggio con Fernanda e i ragazzi di seconda media con Maria Paola che partecipano a molte attività parrocchiali.

Si sta potenziando il gruppo dei chierichetti perché stanno arrivando i piccoli che sono i nuovi apprendisti e che troveranno, tra l’altro, le vesti nuove ordinate dal parroco.

Nota di sevizio

Da un po’ di tempo nella nostra unità pastorale, le offerte raccolte durante i funerali vanno al centro di Ascolto per dotarlo di risorse di cui ha bisogno. C’è un’attenzione particolarmente in questo senso, oltre la dimensione parrocchiale. C’è da sottolineare come mai come in questo periodo le offerte delle nostre chiese sono ridotte al punto che, con quello che si raccoglie, non si riesce nemmeno a pagare una bolletta. La lotta che don Ruggero fa per mortificare gli offerenti dei “bronzini” non dovete considerarla un’offesa ma dovete considerarla una giusta attenzione ad un problema che è reale, perché purtroppo oggi il bisogno non può essere valutato nell’ottica dei centesimi. Se uno non può dare niente va bene, ma se date, date con la sensibilità giusta che non sia umiliante.

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