Domenica 7 giugno 2026

Corpus Domini

Vivere e mangiare

C’è un legame molto stretto tra vivere e mangiare. Continuamente, ogni giorno, il nostro corpo va alimentato perché possa essere garantita la vita.

Anche Gesù collega molto strettamente il mangiare e il vivere. Nel vangelo di oggi si ripetono 8 volte i verbi mangiare e vivere. Gesù invita a mangiare il suo corpo e a bere il suo sangue, cioè invita a guardare quella che è la sua vita. Gesù non ci invita a compiere un rito, ma ad avere un legame vitale con lui. Se uno vuole vivere veramente, deve vivere come Gesù.

Vivere come Gesù significa “dare”. A noi sembra che abbiamo più vita quando possiamo prendere, quando possiamo accumulare, quando possiamo mettere da parte tenendo da conto per il domani. Gesù invece suggerisce che vivere significa “dare”. Gesù dice e ci fa vedere con la sua esistenza che quando sono capace di donare la vita, allora vivo veramente. Anzi proprio quando dono la vita, la vita non mi può più essere presa, rubata, strappata.

Vivere come Gesù significa “risorgere”. Sembra una cosa straordinaria, ma in realtà è anche molto quotidiana. La risurrezione finale è ciò che avviene dopo la nostra morte, ma la nostra esistenza è disseminata di dinamiche di risurrezione. Senza risurrezione non si può vivere, come non si può vivere senza mangiare. Risorgere significa ripartire, significa dare nuova fiducia a chi non se la merita fino in fondo, significa perdonare, significa chiudere un passato che fa male, voltando pagina e dando un credito di speranza al futuro.

Vivere come Gesù significa rimanere nell’altro, vivere l’intimità. È un tema molto caro all’evangelista Giovanni che anche in questa pagina specifica che “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui”. Non è una vita che sazia, non è una vita piena, una vita che sia priva di esperienze di intimità, di vicinanza, di relazione profonda, di comunione. Perché ci sia vita deve esserci qualcuno a cui voglio bene, con il quale voglio stare, con mi sento a mio agio.

Vivere come Gesù significa vivere la propria esistenza come una missione, tesa verso un compimento. La vita non è qualcosa di precostituito, ma è una missione. Gesù ha coscienza di essere mandato dal Padre, che il mistero della sua esistenza non si capisce in se stesso, ma solamente se c’è riferimento al Padre. Così anche la nostra vita non si capisce da se stessa, ma si comprende se ci percepiamo inviati dal Padre, per far conoscere a tutti il suo amore e la possibilità di avere una relazione vera.

Celebrare l’eucarestia non significa fare solo un rito, ma significa avere la possibilità di cominciare a vivere come il Figlio, donando la vita, sperimentando dinamiche di risurrezione, gustando la comunione e percependo la propria missione.

La solennità del Corpus Domini è come un aiuto per evitare che ci abituiamo alla messa e la riduciamo ad una cosa da fare, mentre in realtà è luogo dove impariamo a vivere.

Comunità energetica Rinnovabile e Solidale (Cers)

Dopo tanto studio, finalmente siamo pronti! Ci siamo appoggiati alla diocesi di Treviso e per attivare la cabina primaria di Gorizia stiamo cercando qualche persona o ditta che abbia collegato ufficialmente il proprio impianto fotovoltaico dopo il 22/12/2023. Chi fosse interessato e disponibile si metta in contatto con Roberto (339/5973419 – cers.gorizia1@gmail.com) per ricevere le informazioni.

Col vescovo Giampaolo a Roma

Il 29 giugno il vescovo eletto Giampaolo riceverà il palio dal papa a S. Pietro. La diocesi organizza un pullman per partecipare a questo importante momento per la nostra Chiesa. Si partirà domenica 28 giugno in mattinata; il giorno 29 sarà dedicato a Roma; il 30 giugno si farà una visita ad Assisi. Iscrizioni in curia allo 0481597620 – eventi@arcidiocesi.gorizia.it, fino ad esaurimento posti. Programma completo su www.diocesigorizia.it

Fine anno scolastico

Martedì 9 giugno, a conclusione dell’anno scolastico, la scuola Rismondo avrà una preghiera alle 11.15 presso la nostra chiesa di S. Rocco.

Riunioni Estate Insieme

Per presentare la proposta formativa e completare l’iscrizione viengono proposti due incontri per i genitori:

Venerdì 12 giugno ore 18.00 a S. Rocco

-Lunedì 8 giugno alle 18.00 in sala incontro si terrà la riunione per i genitori dei bambini che parteciperanno al primo campo scuola estivo a Malborghetto.

“Madonna del Pero”

Domenica 14 giugno a Malborghetto, inizia la stagione estiva con la festa della “Madonna del pero” con il pranzo condiviso, la messa e un momento di comunità presso la casa della parrocchia. Comincerà così anche il primo campo estivo per i bambini delle elementari che si concluderà sabato 20 giugno. Iscrizioni presso la parrocchia di San Rocco. Partenza del pullman alle 8.30 da S. Rocco: iscrizioni in parrocchia. Per informazioni rivolgersi a Elvira.

Piano Regolatore

La parrocchia mette a disposizione le proprie strutture perché la popolazione sia informata sul rinnovo del Piano Regolatore Generale. Lunedì 15 giugno alle 18.00 a S. Rocco ci sarà un incontro aperto a tutti.

All’ombra del Campanile

Anche quest’anno la parrocchia proporrà delle serate per rendere la piazza uno spazio vivo, dove poterci incontrare ed ascoltare qualche racconto interessante su Gorizia. Intanto annunciamo le date di giugno:

Mercoledì 24 giugno: “Le stanze nascoste del Consiglio Comunale” dalla prima e sconosciuta sala in Corso Verdi, a quella attuale (con un passaggio per la sala dell’ex consiglio provinciale nel palazzo dei Tre Portoni in Corso Italia).

Martedì 30 giugno: “Gorizia: la Piccola Gerusalemme sull’Isonzo” Storia di luoghi e personaggi della comunità ebraica di Gorizia.

Vespri d’arte

Giovedì 11 giugno alle 18.30 nella Chiesa di San Nicolò a San Nicolò di Ruda si terrà il terzo ed ultimo appuntamento con i Vespri d’arte, a cura dell’Azione Cattolica diocesana. La presentazione storico-artistica sarà a cura di Rachele Zanolla, cui seguirà la preghiera del Vespro. Il progetto nasce con l’obiettivo di riscoprire e promuovere il ricco patrimonio storico, artistico, religioso e culturale custodito nelle chiese della diocesi.

Notizie da Marina in Terra Santa.

“Per provvidenza e povertà di risorse umane della Chiesa Madre di Gerusalemme, sono stata coinvolta nella fase diocesana di inchiesta per il processo di beatificazione della Serva di Dio sr. Maria della Trinita, Clarissa di Gerusalemme.

Ciò che doveva essere per me un servizio di raccolta di testimonianze sulla serva si è trasformato in una esperienza di grazia. Non conoscevo, se non molto superficialmente, questa figura. Louisa Jaques, questo il suo nome al secolo, nasce in Sudafrica nel 1901 da una famiglia di missionari calvinisti svizzeri. Alla sua nascita la madre muore di parto. Questo segna il ritorno di Louisa e delle sue sorelle in Svizzera, dove cresceranno con una zia materna. La vita di Louisa sarà segnata da una grande fragilità fisica, ma anche da una profonda e vivace personalità. L’ideale di amore vero segnerà il suo cammino, ma le traversie della sua giovane vita la condurranno sull’orlo della disperazione nel buio della fede. Proprio in quel buio, nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 1926, riceve una luce interiore che la riempie di una prospettiva di vita, che sembrava ormai spenta. Recatasi a Milano per lavoro come educatrice, incontra Gesù nell’Eucaristia e ne viene irresistibilmente attratta prima ancora di capire e conoscere la Chiesa cattolica. Desiderando la vita in “chiostro”, entra nella Chiesa cattolica. La ricerca lunga e fallimentare, durata diversi anni, di un convento dove poter entrare trova insperato approdo a Gerusalemme, nel convento delle Clarisse, dove si reca in pellegrinaggio. Vivrà la vita di clarissa solo quattro anni, dopo i quali passerà nel 1942 all’abbraccio del suo Sposo Gesù.

La particolarità della sua vita fu la sua normalità esterna, a cui faceva invece riscontro una vita interiore tutt’altro che normale. Scrisse sotto obbedienza al suo padre spirituale i colloqui che Gesù intratteneva con lei. Da questi vivi scambi con la Voce interiore, nasce un libretto, Colloquio Interiore, che viene pubblicato poco dopo la sua morte. Il testo conoscerà subito un’inspiegabile diffusione, con traduzioni in diverse lingue, divenendo fonte di grazia per molti, che da diverse parti del mondo scrivono la propria testimonianza alle Clarisse. La freschezza del linguaggio del Colloquio, la veracità che si percepisce nel leggerlo, fa di questo piccolo testo un segno visibile dell’opera di Dio nel mondo. La Voce interiore ha voluto Louisa Jaques – sr. Maria della Trinità, come piccolo seme, piantato in terra di Gerusalemme, per portarvi frutto per la Sua Chiesa. Chi si avvicina a questa discreta figura, vi si trova coinvolto e accompagnato da un’amica nel cammino della vita.

La riflessione

Pensiamo sempre a quanto sia importante offrire aiuto, ma è altrettanto importante chiederlo. Chiedere aiuto non umilia, ma fa incontrare due strade: quella di chi presta ad offrire sostegno e quella di chi è disponibile a riceverlo.

Stampato in Proprio Via Veniero 1                            www.upgorizia.it/mattone

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